di Giulio Minuscoli

con  Andrea Cereda  e  Barbara Menegardo

scene di Maria Luisa Casatta e Lorenzo Mazzocchi

costumi di Mina Ferrari

luci di Giorgio Menegardo

regia di Umberto Zanoletti

 


 

Un uomo e una donna, una sera qualsiasi della fresca primavera palestinese.

Aspettano un amico con il quale hanno condiviso l’infanzia, tanti giochi, mille parole.

L’incontro però è turbato dai fantasmi di una tragedia vicina, annunciata dalle voci insistenti e confuse della gente.

Poche ore e la profezia si avvera: la morte di Iesi porta via i giorni più belli di un passato felice e getta la coppia in un fiume in piena, le cui acque dirompenti dilavano gli argini delle loro povere anime. Li fa smarrire l’uno all’altro; niente cui appigliarsi, neppure il loro reciproco amore, nemmeno il ricordo di emozioni comuni.

Devono trovarsi, ritrovarsi.

Si mettono in viaggio tra centomila sentieri di polvere, sole e parole, con l’illusione di scalare la montagna che opprime il loro cuore inquieto.

L’incontro con uno straniero li risveglia dal torpore, dissolve la loro angoscia.

Le sue parole sono buone, luminose, e i suoi gesti, come una detonazione improvvisa: gli occhi si aprono, il loro cuore conosce un calore nuovo.

Dentro di loro si riaccende la speranza.

Finalmente l’Epifania.

 

 

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