LETTURE SCENICHE

 

Le farfalle non vivono qui

giornata della memoria 27 gennaio

con  MASSIMILIANO ZANELLATI ed ELISA CARNELLI

regia di UMBERTO ZANOLETTI

Migliaia di uomini e donne, adulti, vecchi, soprattutto bambini, rinchiusi un giorno qualsiasi nei campi della loro prigionia, semplicemente colpevoli di essere diversi dai loro persecutori, per razza, religione, scelte politiche…

Le loro voci, disperate, coraggiose, ingenue, ci scuotono e non ci lasciano dimenticare. Ci raccontano di un passato tremendo così vicino che ci spaventa pensare possa un giorno ritornare. Un passato cadenzato dalla scomparsa di ogni forma di innocente normalità, che si manifesta agli occhi di un bambino anche attraverso l’ultimo volo di una gialla farfalla.


 

Io ero una stella

giornata della memoria 27 gennaio

con ELISA CARNELLI

musiche eseguite da ANTONIO CERVELLINO (contrabbasso)

regia di UMBERTO ZANOLETTI

 

“E’ avvenuto, quindi può accadere di nuovo. Può accadere e dappertutto. La violenza è sotto i nostri occhi: serpeggia, in episodi saltuari e privati, o come illegalità di stato. Attende solo il nuovo istrione che la organizzi, la legalizzi, la dichiari necessaria e dovuta e infetti il mondo.

Pochi paesi possono essere garantiti immuni da una futura marea di violenza, generata da intolleranza, da libidine di potere, da ragioni economiche, da fanatismo religioso o politico, da attriti razziali. Occorre quindi affinare i nostri sensi, diffidare dai profeti, dagli incantatori, da quelli che dicono e scrivono “belle parole” non sostenute da buone ragioni”.

Primo Levi


 

Ci chiamavano banditi. Racconti della Resistenza

25 aprile: festa della liberazione

con ANDREA CEREDA

musiche eseguite dal vivo

 

La libertà come dovere e conquista quotidiana nelle parole degli scrittori e dei testimoni della lotta di liberazione dal nazifascismo.

Pagine di storia collettiva da mantenere viva, da non dimenticare, perché a distanza di oltre sessant’anni il 25 aprile non diventi soltanto una ricorrenza formale, ma continui a ricordarci come un popolo possa superare divisioni ideologiche nel nome di valori irrinunciabili come la libertà, l’uguaglianza, la giustizia, la democrazia e la pace. Pagine che raccontano di scelte difficili, coraggiose, di una lotta che vide combattere fianco a fianco uomini e donne, operai, intellettuali, contadini, persone di diversa fede politica e religiosa, unite da un “patto giurato fra uomini liberi che volontari si adunarono per dignità non per odio”. Una lotta a cui noi tutti siamo debitori anche attraverso la nostra Costituzione, come ci ricordano le parole di Piero Calamandrei, uno dei membri più illustri della Costituente :

 

“Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa Costituzione! Dietro ad ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in Africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta… non è una carta morta, è un testamento, un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione.”

 


 

I confini della memoria. Memorie dal confine

giornata del ricordo 10 febbraio

 

con BARBARA MENEGARDO

musiche eseguite da VITTORIO MAZZOCCHI

regia di UMBERTO ZANOLETTI

 

Un atto di verità e di giustizia, per ricordare l’esodo degli istriani, fiumani e dalmati. Una testimonianza di amore per quei 17.000 italiani ingoiati dalla terra e dall'odio che si scatenò, a guerra finita, tra i partigiani titini e gli italiani dell'Istria e del Friuli Venezia Giulia.


 

...tra folletti, streghe e demoni

leggende montane della tradizione bergamasca

 

con LUCIANO CERESOLI

regia di UMBERTO ZANOLETTI

 

Nelle leggende che raccontano la montagna, c'è un mondo suggestivo e magico, abitato da diavoli, streghe, folletti…

Le credenze, le superstizioni, le paure delle popolazioni alpine, in una sorta di rito catartico, si superavano anche così: raccontando di incontri fantastici e visioni di esseri orribili e potenti.

Queste leggende, tramandate nei secoli dalla tradizione orale, vengono fatte rivivere oggi dalla voce di un attore che accompagna l'ascoltatore in una geografia di emozioni e tradizioni.

 

Progetto sostenuto dal CAI, Sezione di Bergamo